Solitudine

La solitudine può essere colta come un'opportunità...


Nel corso della vita, ogni uno di noi a suo modo ha vissuto la solitudine, ognuno di noi a suo modo a provato a rappresentarla, a viverla o ad immaginarsela.

Esistono quindi, molti modi di viverla, io credo di si.

Come scriveva, Saint-Exupery, nel piccolo principe, gli uomini, coltivano cinquemila rose nello stesso giardino... e non trovano quello cercano, tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po' d'acqua... Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare nel cuore.


A volte penso, che queste parole, esprimono la condizione umana di oggi.

Esistono però dei casi dove, la solitudine è forzata, benché la società tenti di deprezzarla, alcune condizioni, portano l'essere umano, alla solitudine e all'isolamento, per esempio le limitazioni sensoriali, come avviene in alcune malattie [cecita, sordita, acc.] questi sono solo esempi di solitudine forzata.


La solitudine in taluni casi, ha creato la condizione che ha permesso di esprimere la vita con fantasia, in altri casi di esprimere l'arte che è innata dentro di noi.

Cogliamo l'opportunità perché tutto ciò non impedisce, che ogni uno di noi trovi una risorsa artistica, come ad esempio Beethoven, che nella sua solitudine, ha creato opere che ancora oggi esistono, così tanti altri artisti.

Non dimentichiamo, che dal fango come dalla roccia può nascere un fiore di loto.


Pensiamo, che nel 1954, Maslow realizzò la sua teoria, la piramide dei bisogni dalla quale si evince che primariamente dobbiamo soddisfare i bisogni fisiologici, quelli di sicurezza, di appartenenza fino ad arrivare ai bisogni più evoluti come quelli di stima e di auto realizzazione. Bisogni che se non vengono soddisfatti, portano a isolarsi o a distaccarsi dalla realtà. Un anziano, che per tutta la sua vita, ha potuto contare su se stesso, e per una malattia o disabilità non riesce a soddisfare i propri bisogni, subisce un disagio, che lo porta ad una perdita di ruolo nella società stessa, creando così uno stato solitudine, ed emarginazione. L'impegno di un operatore sanitario, è quello di far riscoprire la dove è possibile, un nuovo ruolo attivo nella società, valorizzando la persona nel soddisfacimento dei propri bisogni, così da poter cambiare il concetto, di malattia o d'invecchiamento.

Dobbiamo, quindi, creare nuovi rapporti sociali e relazionali. Non dimentichiamo che oggi una parola, un abbraccio, un sorriso, possono cambiare la giornata o un momento negativo di una persona.


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